L’invito formale a cena e il bon ton secondo la Nonna

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Il dovere principale di chi rivolge un invito è fare in modo che la serata riesca il meglio possibile. I padroni di casa accolgono i loro ospiti e fanno le presentazioni. Se però il ricevimento è numeroso, gli invitati provvederanno da soli a presentarsi. Si dovrà avere cura che nulla manchi, ma senza insistere più del dovuto per un altro aperitivo o per una seconda fetta di torta. Se poi gli invitati formano dei gruppi, i padroni di casa non dovranno mai dimenticarsi di passare da un gruppo all’altro.

Quando il ricevimento ha un carattere formale, al semplice biglietto da visita con nome e cognome, rigorosamente senza titoli professionali e accademici, oggi si preferisce far stampare appositi inviti. Si devono scegliere cartoncini bianchi, stampati o litografati in nero, con carattere a stampatello maiuscolo o corsivo inglese. Il bon ton consiglia vivamente di evitare quel genere di inviti un po’ carnevaleschi e molto colorati che non hanno davvero nulla di buon gusto.

Telefonare o scrivere?

Il modo più semplice per fare un invito è senza dubbio quello telefonico, anche se oggi è sempre più invalso anche l’uso di mandare una mail o un sms alle persone che si vuole invitare. Se si tratta di una colazione, di un cocktail o di un pranzo importante, all’invito telefonico o alla mail è bene far seguire un biglietto da visita pro memoria sul quale va precisato, con una scritta a mano, la data, il luogo e l’ora del ricevimento. Da ricordare che quanto più è importante l’occasione in oggetto, tanto prima, stando alle regole del bon ton, deve arrivare l’invito. Il minimo tempo di preavviso è circa una decina di giorni prima.

La buona abitudine: mai a mani vuote

Se si è invitati, il bon ton sconsiglia di presentarsi a mani vuote. Per una festa di compleanno, di laurea o per un anniversario, è d’obbligo portare un regalo al festeggiato. Per un invito a pranzo o ad un tè, si offrono ai padroni di casa dei fiori, una scatola di cioccolatini, una bottiglia di vino o liquore. Se i fiori vengono mandati prima, vanno accompagnati da un biglietto. Ma in ogni caso, il regalo non dovrà mai essere esagerato, per evitare l’impressione di volersi sdebitare per quando è stato offerto.

Come organizzare la tavola secondo il bon ton

Per essere inappuntabili nella preparazione della tavola, si deve ricordare che i tovaglioli vanno disposti alla sinistra del piatto, piegati semplicemente, mettendo da parte la tentazione di piegarli a ventaglio dando loro strane fogge. Accanto, più vicina al piatto, sta la forchetta, a destra del piatto il coltello con la lama rivolta all’interno e, più all’esterno, il cucchiaio se è prevista la minestra. Infine, una piccola curiosità storica: nel Rinascimento l’usanza delle posate era molto criticata dalle dame e dai cavalieri, perchè era addirittura considerata indice di poca virilità.

La disposizione dei bicchieri, stando al bon ton, segue un canone piuttosto rigoroso e preciso. Alla destra del piatto, in alto, stanno quello per l’acqua, per il vino rosso e quindi per il vino bianco. Per non creare troppa confusione a tavola, è preferibile che il bicchiere per il vino da dessert si porti al momento del dolce. Qualunque sia la circostanza, i bicchieri non devono mai essere di carta e, se proprio non vogliamo rassegnarci ad usare quelli in vetro, va adottata almeno la plastica trasparente.

Se non riuscite ad apparecchiare per bene fatevi aiutare!
Se non riuscite ad apparecchiare per bene fatevi aiutare!

Una volta seguite le regole per apparecchiare una tavola impeccabile ed elegante, secondo la tradizione e l’etichetta dettata dal bon ton, perchè la tavola sia davvero speciale, magari con un tocco unico e originale, si può seguire il proprio gusto lasciando libera la fantasia. Si può giocare ad addobbare la tavola, ovviamente senza mai esagerare. Ricordando che i veri protagonisti dovranno essere i piatti che sono stati preparati e che la tavola è solo l’allestimento scenico su cui faranno bella mostra di sè le varie pietanze.

Per quanto riguarda il centrotavola, quali criteri seguire per sceglierlo? Innanzitutto, mai esagerare. Poi si deve valutare se si ha spazio a sufficienza per non rendere difficoltoso servire a tavola. Volendo restare sul classico, si può ricorrere ai fiori, che danno sempre un tocco elegante. Ma non devono essere troppo profumati, per non sovrastare gli aromi dei cibi. In alternativa, al centro della tavola si può collocare una coppa in vetro piena d’acqua dove mettere corolle di fiori appena recisi. O anche creare un bouquet di frutta e verdura: optando per quest’ultima proposta, si può star certi che gli invitati resteranno piacevolmente sorpresi!

Un bouquet di frutta e verdura stupirà i vostri ospiti!
Un bouquet di frutta e verdura stupirà i vostri ospiti!

I posti a tavola

Quella di assegnare i posti a tavola è una vera arte, che dà la misura dell’attenzione che viene riservata agli ospiti. Per questo deve essere frutto di una preparazione oculata, e in nessun caso gli invitati dovranno chiedere di cambiare posto. Bisogna fare attenzione anche a che gli invitati siano in numero dispari, e per scaramanzia, mai in tredici a tavola! La padrona di casa sarà a capotavola con la persona di sesso maschile più importante alla sua destra. Altrettanto farà all’altro capotavola il padrone di casa con la persona di sesso femminile più anziana o più importante. A seguire gli altri ospiti, cercando di alternare uomini e donne. Ognuno converserà con il vicino con tono pacato: è poco elegante gridare da una parte all’altra del tavolo.

Grazie per l’attenzione, ci risentiamo al prossimo rimedio della Nonna, continuate a seguirci!

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