I problemi dell’inverno parte 1/3 – la neve

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Iniziamo questa guida in tre puntate sui problemi dell’inverno, dedicandoci alla neve. La prima preoccupazione in presenza di neve deve essere di non lasciarla accumulare e soprattutto di cercare di non calpestarla troppo sui luoghi di passaggio, dove facilmente si trasforma in placche pericolose di ghiaccio. Sgomberandola, attenzione a dove la si accumula: è una massa molto pesante e in genere compatta, che può rompere cespugli, piantine e arbusti, danneggiandoli in modo grave.

La neve può far danni agli alberi, soprattutto a quelli sempreverdi, come le magnolie, l’alloro, il rosmarino, il lauro ceraso, il leccio, l’olivo eccetera. Accumulandosi sulle foglie, alberi e cespugli possono piegarsi, a volte anche rompersi. Dopo ogni nevicata (o, se abbondante, durante la stessa nevicata), è opportuno con una pertica o una canna scuotere leggermente i sempreverdi per farne cadere la neve.

Per proteggere certi altissimi alberi, c’è chi a ogni autunno lega alla cime dell’albero una solida fune di plastica lasciandola pendere fino a terra: quando nevica è sufficiente tirare la corda per scuotere la pianta e farne cadere l’eccesso di neve.

Sui tetti delle case di campagna, in genere, la neve non rappresenta un pericolo, ma lo diventa quando è eccessiva oppure quando comincia a sciogliersi e scivola in basso. Nelle zone di abbondanti nevicate è prudente far sistemare sui tetti dei paraneve, che senza dubbio sono efficaci, impedendo a grandi masse di neve compatta o gelata di scivolare di colpo dall’alto della casa. Non avendoli, è saggio almeno segnalare lungo la strada o i marciapiedi le zone dove possono cadere i lastroni di neve pressata. Mai lasciare un’auto, mai passare (in epoca di disgelo in particolare) sotto lo spiovente di un grande tetto.

La neve può danneggiare le grondaie, a volte staccandole con il gran peso e facendole precipitare. La saggezza vuole che ogni anno vengano verificate e se c’è davvero troppa neve sul tetto si provveda a sgombrarla almeno in parte, liberando soprattutto gli sbocchi delle grondaie dal terriccio, i ramoscelli, le foglie, i nidi d’uccello che l’acqua può aver accumulato, impedendo il deflusso regolare delle acque.

Una buona palata di neve caduta di fresco può essere un eccellente sistema per inumidire la terra dei vasi che sono nella serra o in casa.

I nostri vecchi gettavano la neve appena caduta in grosse buche del terreno rivestite di paglia, la pressavano, la ricoprivano quindi di paglia e terra., In questo modo la neve si conservava per parecchio tempo, certe volte fino alla tarda primavera, se non fino all’estate, quando veniva usata per rinfrescare insalate, bibite, o per fare rudimentali gelati. Le ghiacciaie che ancora oggi si trovano nelle vecchissime case e i molti castelli altro non erano che gigantesche stanze sotterranee in cui si accumulava la neve per conservare le carni.

La nostra guida continua con le altre due puntate:
Seconda parte: I problemi dell’inverno: il ghiaccio
Terza parte: I problemi dell’inverno: la casa

Grazie per l’’attenzione, ci risentiamo al prossimo rimedio della Nonna, continuate a seguirci!

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