Proverbi e modi di dire

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Lungo come l’anno della fame. Detto di qualcosa che si protrae nel tempo in maniera esasperante, come può esserlo un anno di carestia.

Tirare una riga. Cioè smettere di discutere di una questione, chiudere un diverbio, una lite, come quando si tirano le somme e si tira la riga sotto gli addendi in colonna.

Bello come il culo del vitello. Complimento scherzoso riferito a una persona che continua a specchiarsi.

Indietro come la coda del maiale (dell’asino). Detto di una persona che non è particolarmente sveglia o acculturata.

Gentile come il mal di pancia. Chiaramente in senso ironico, detto a una persona irascibile e intrattabile.

Aprire il rubinetto. Cioè piangere, spesso a dirotto o ‘a comando’.

E’ una repubblica francese! E’ una gran confusione (riferito ai mutamenti sociali della Rivoluzione francese)

Chiudere bottega. E’ un richiamo a chi smemoratamente non si è allacciato bene la patta dei pantaloni, ma anche un invito a troncare una discussione diventata noiosa o senza scopo.

Piantare il chiodo. Ovvero lasciare debiti, conti da pagare.

Fasciarsi la testa prima di rompersela. Altro modo per indicare una preoccupazione eccessiva e prematura come ‘mettere il carro davanti ai buoi’.

Fare fiasco. Non avere successo, sbagliare.

Lungo come la Quaresima. Detto di chi non si sbriga mai o che si attarda eccessivamente, come di cerimonie elaborate, come quelle in tempo di Quaresima, il periodo di quaranta giorni prima di Pasqua.

Patire la luna/avere le lune. Detto di chi aveva un umore variabile e secondo le credenze popolari subiva gli influssi celesti della Luna, da cui anche il termine ‘lunatico’ ad indicare appunto una persona con poca affidabilità emotiva.

Alzarsi con il berretto rovescio. Alzarsi di malumore senza un apparente motivo.

Essere come un’ape impazzita. Detto di chi si muove senza pace alla ricerca di qualcosa, di chi non sa prendere le cose con calma, senza però che giunga a una conclusione delle sue ricerche.

Buttarsi la zappa sui piedi. Detto di chi non calcola bene i propri interessi e a volte agisce senza pensare alle conseguenze di quello che fa.

E’ come incensare i morti. Cioè portare benedizioni a chi è già morto, fare qualcosa di inutile, di fuori tempo. Come il chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.

Tirarsi su i calzetti/le maniche. Detto di chi, dopo un dissesto finanziario, invece che piangersi addosso si rimette a lavorare e a riparare i danni.

L’anno del due e il mese del mai. Vale a dire in data imprecisata, soprattutto quando una cosa tardava ad arrivare.

Scuotere il sacco della farina. Dare fondo anche agli ultimi risparmi.

Baciarsi le mani/i gomiti. Sentirsi particolarmente fortunato per qualche cosa accaduta.

Far venire il latte alle ginocchia. Annoiare.

Andare a bissa-boa. Procedere a zig zag. Detto di chi era sbronzo.

Attaccarsi a tutti i rampini/arrampicarsi sugli specchi. Cercare di addurre delle motivazioni o delle scuse quando a logica nessuna scusa e nessuna motivazione può essere sufficiente.

In mano a un ladro. Al prezzo più basso.

Grazie per l’attenzione, ci risentiamo al prossimo rimedio della Nonna, continuate a seguirci!

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