I rimedi della nonna per liberarsi dal superfluo

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Chi ha detto che è necessario attendere lo scoccare della primavera per dedicarsi alla tanto procrastinata fase delle pulizie casalinghePer pulizie non intendiamo una semplice messa a nuovo del lindore domestico, ma un vero e proprio depuramento da tutto il superfluo. Da tutto il di più. È una nuova tendenza anglosassone a dimostrarlo, e dai giovanissimi sino ai più maturi, nessuno sembra riuscire a farne a meno. Di cosa stiamo parlando?

Si tratta letteralmente di ‟sbarazzarsi del ridondante” e dagli Stati Uniti a Londra niente è più diffuso. Più che al tono di un trasloco, tale pratica sembra ispirarsi all’attitudine zen del cuore orientale, a quella vocazione all’essenziale a cui lo yoga e la meditazione sembrano invitarci, prassi che dovremmo provare ad estendere dal nostro corpo all’ambiente che abitiamo per l’ottenimento di un nuovo e più sano equilibrio.

Prima di iniziare suggeriamo a tutti i feticisti degli oggetti di arrischiare un cambio di prospettiva, seppur temporaneo, per saggiarne le conseguenze sullo spazio e sull’umore. Ma venendo al nocciolo della questione: come e da dove si comincia, vi starete chiedendo. Tre sono le mosse più indicate per principianti; scatole e scatoloni alle mani e mettiamoci al lavoro!

La cernita dei libri

La questione dei libri è forse la più spinosa. Spinosa in quanto sfido ogni bibliofilo che si rispetti a contemplare la sola idea di disfarsi dei libri. Ma attenzione, fare spazio e togliere il superfluo non deve essere per forza inteso come un’attività che non vi permetterà mai più di rivedere ciò di cui vi liberate. Molte sono le alternative intelligenti per (ri)-valorizzare ciò che rimuovete.
Ad esempio?

Bene, anzitutto scomponete la vostra libreria e mettetevi faccia a faccia con tutti i vostri libri. È giunta l’ora di fare i conti con ciò che non avete ancora letto, ma che leggerete in futuro; con ciò che non leggerete mai e che avete acquistato per sfizio – o magari per vantarvi di possederlo –; e con i libri che preferite. In questo caso preparate una sola scatola in cui inserire i libri che sicuramente sapete di non esplorare mai. Compilate nuovamente la vostra libreria posizionando da un lato ciò che avete già letto e che avete particolarmente amato, e dall’altro tutto ciò che intendete leggere a breve. Come muoversi con i libri dentro la scatola del ‟mai”?
Vi sono differenti possibilità.

La prima è quella di recarsi alla biblioteca della vostra città e depositarli lì in modo da fare un bel gesto e mettere a disposizione di tutti un po’ della vostra cultura. La seconda altrettanto intelligente è quella di regalarli. Avete amici o familiari in giro per il mondo che non vedete mai? Questo è un magnifico modo per far capire loro che li pensate. Confezionate i libri in modo carino e poi affidatevi a corrieri espressi come Nexive, specializzato nella spedizione di pacchi leggeri e di piccole dimensioni. Il modo più economico per spedire con Nexive è affidarsi a Packlink, piattaforma di comparazione delle spedizioni con cui accedere a tariffe scontate dei principali corrieri espressi. Tra cui naturalmente Nexive, con cui i vostri libri possono arrivare a basso costo in tutto il mondo. La terza possibilità è quella di scambiare i vostri libri con quelli di altri in alcuni mercatini fisici in cui è contemplata questa opzione.

Ricomporre l’armadio

Adesso rompiamo gli indugi con l’operazione più impegnativa e rischiosa di tutte: l’armadio. Chissà quante volte vi siete persi in questa mirabolante impresa solcando le onde della vostra immaginazione. In realtà è più difficile a dirsi che a farsi.

Una celebre guru giapponese afferma che il modo più semplice per ricomporre l’armadio è quello di stendere tutto ciò che risiede dentro il nostro guardaroba sul letto e osservarlo attentamente. Visualmente, ci dice Marie Kondo, dovremmo già renderci conto di quanto ‟di più” esondi dalla pila di abiti. A questo punto non serve agitarsi, munitevi di calma, concentrazione, e delle scatole che avete disposto vicino i vestiti. Applicate sulle scatole delle etichette su cui scrivere ‟buttare”; ‟regalare”; e ‟rivendere”. Il gioco è quasi fatto!

Selezionate con cura i capi da buttare – quelli che proprio sono segnati da toppe inguardabili o macchie irrecuperabili, o che magari appartengono ai giorni di una vita fa –; quelli da regalare – potreste ad esempio decidere di donare capi che non utilizzate mai o che non vi vanno più bene a persone indigenti – e potreste infine decidere di rivendere qualche pezzo prezioso che non indossate più sulle piattaforme online più frequentate o se abitate in città posizionarlo in qualche negozio vintage di tendenza. Vi accorgerete fin da subito della ritrovata serenità che ricaverete dalla vista di un armadio più ampio e sgombro, animato solo dai capi essenziali che raccontano chi siete davvero.

Via i soprammobili

La via è ormai spianata. Qui c’è poco da selezionare. I soprammobili in generale sono l’espressione del superfluo e mera fonte di polvere. Lasciate che la vostra mobilia sia accessibile e funzionale. È la strada maestra per vivere meglio.

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