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I Finger Food secondo la Nonna

 

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Quando si parla di cucina moderna non si può trascendere dal finger food. La Nonna non ne è abituata, ma deve ammettere che spesso sono delle vere e proprie opere d’arte in miniatura, sia per quanto riguarda l’aspetto sia per il gusto. Questi piccoli piatti, evoluti nel tempo da semplici stuzzichini o crostini fino ad arrivare a veri e propri piatti caldi in miniatura, hanno preso via via sempre più campo, specialmente in Italia dove il fenomeno dell’aperitivo è in continua crescita, diventando un fenomeno di costume tale per cui sempre più scuole di cucina stanno specializzando i loro allievi nella preparazione di questi piattini.

E’ possibile gustarli freddi o caldi, dolci o salati, con le mani o con le posate, l’importante è stupire, e soprattutto stimolare tutti e cinque i sensi. Ecco perchè spesso i finger food sono colorati, profumati, e si mangiano con le mani, da qui proviene infatti il nome (ricordatevi che finger significa dito). Questo può far venire in mente addurittura la storia dell’umanità: utilizzare attrezzi per mangiare è un fatto relativamente nuovo, si parla di massimo tre, quattro secoli fa, inezie rispetto alla storia dell’essere umano, dunque un finger food in questo senso è una riscoperta del cibo primordiale, in cui però il soddisfacimento di un bisogno primario si coniuga con l’arte e con lo stimolo dei sensi.

Adesso che la moda è scoppiata, si moltiplicano i bar o locali che preparano aperitivi sotto forma di finger food, così come sono estremamente diffusi durante cerimonie che una volta erano molto formali, quali matrimoni, battesimi e comunioni. Sta infatti prendendo sempre più campo l’idea della cerimonia a buffet, durante la quale gli ospiti si alzano numerose volte dal loro tavolo per riempire il piatto e assaggiare un’infinità di gusti, sensazioni, piatti… in due parole, finger food.

Veri e propri chef hanno nel tempo portato in questi ultimi anni il loro contributo ai finger food, rendendoli piatti di alta cucina sempre più elaborati. Un finger food si consuma abitualmente in uno o due bocconi, e la sua caratteristica principale è che all’aspetto deve far venire voglia di mangiarlo. E’ possibile trovare finger food ricercati e sofisticati così come tipici e tradizionali, fino alla riproduzione in miniatura di piatti regionali. Ecco quindi che in Toscana si possono trovare piccoli panini col lampredotto o piccoli piatti di pappa al pomodoro, in Emilia Romagna panini gustosi ma in miniatura al crudo di Parma o alla mortadella, in Liguria piccole focaccine e così via.

Esistono anche diversi siti web che catalogano aziende o imprese specializzate nei finger food, ad esempio a questa pagina si possono trovare alcuni esempi. Il finger food ben si adatta ad ogni formula ristorativa: può essere servito come un antipasto oppure come aperitivo tout curt, e si può mangiare sia con le mani sia con delle piccole posate, in tutto e per tutto identiche a quelle che ogni giorno utilizziamo se non per le dimensioni ristrette. Ecco perchè la Nonna adora questo tipo di cibo, è bello alla vista, ottimo al gusto, e poi per una volta non è lei che prepara da mangiare!

Grazie per l’’attenzione, ci risentiamo al prossimo rimedio della Nonna, continuate a seguirci!

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