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Proverbi sul corpo umano

 

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Nella cultura contadina la bellezza non era l’ossessione che si sta rivelando ai giorni nostri. Le tecniche correttive nei confronti di malfunzionamenti e di difetti fisici erano poco sviluppate, le scarse condizioni igieniche e la povertà alimentare contribuivano a creare un’umanità variegata e spesso afflitta da difetti su cui, mal comune e mezzo gaudio, ci si soffermava con beffarso spirito di canzonatura, a volte volendo intravedere in quelle che erano delle imperfezioni del corpo anche delle imperfezioni dell’anima.

Essere così magri che si contano i paternostri. Essere magri a tal punto che si vedono le vertebre.

Avere il culo a mandolino. E’ un apprezzamento a una donna che ha un sedere ben tornito.

Sembrare una damigiana. Essere basso e grasso.

Essere come il palo del telegrafo. Essere molto alto e magro.

Sembrare un cotechino/una pancetta legata. Detto di chi si veste con abiti troppo stretti per la propria taglia e sembra un salume legato con lo spago.

Non vede un prete in mezzo alla neve. Detto di chi è proprio offuscato nella vista.

Essere un sant’Antonio. Essere un uomo di possenza fisica (come si tramandava fosse stato sant’Antonio Abate).

Aver mangiato il manico della scopa. Detto di chi ha un portamento rigido e impettito.

Essere bella come il cul della padella. Tipica espressione di sfottà del Nord Italia, anche tra i bambini, riferita a ragazzine troppo sicure delle proprie grazie fisiche. Ricordiamo che il fondo dei tegami battuti in ferro di un tempo e posti sul focolare di certo belli non erano.

Bello in fasce, brutto da adulto. Era la consolatoria frase rivolta a quelle mamme che avevano un piccolo non proprio rientrante nei comuni canoni di bellezza che potevano sperare perà in una bellezza nell’età matura.

Dritto come un fuso. In senso fisico ma anche nel senso di astuto, scaltro.

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Un altro detto per riportare il famoso motto latino ‘De gustibus non disputandum est’.

Anche l’occhio vuole la sua parte. Come a dire che la bellezza fisica non è del tutto marginale in un rapporto di coppia.

Essere come Pilato. Essere sporco come Pilato (dalla credenza che Pilato lo fosse e che per questo si fosse lavato le mani davanti a Gesù).

Grasso come un chiodo. Ironico commento a chi non era molto grasso (cosa che per il senso estetico di un tempo e per la saggezza contadina era indicce di cattiva salute).

Sembrare una madre badessa. Commento riferito a una donna piuttosto grassa che sembrava molto a suo agio nel ruolo di comandante, proprio come una badessa di un convento femminile.

Grazie per l’attenzione, ci risentiamo al prossimo rimedio della Nonna, continuate a seguirci!

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