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I lavori d’autunno della Nonna – Prima parte

 

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Le cose da fare in questi mesi d’autunno sono tante, dunque può essere utile un promemoria. Il più pericoloso nemico in agguato è naturalmente il freddo che prima o poi arriverà: per combatterlo occorre prima di tutto eliminare le possibili cause di danni da gelo. Entro il mese prossimo, al massimo la metà di novembre, l’acqua va tolta da tutti gli impianti e dalle tubature che sono all’esterno della casa: i rubinetti vanno protetti avvolgendoli con paglia, carta o stracci. I tubi di gomma che servivano per innaffiare devono essere riposti, ma prima di tutto deve essere completamente tolta l’acqua che eventualmente ancora contenessero (è sufficiente srotolare il tubo lungo un pendio).

Altro nemico è rappresentato dalle piogge prima, dalla neve poi. Banale precauzione, alla prima pioggia, è di controllare soffitti e sottotetti cercando eventuali macchie di umidità che potrebbero rivelare un’infiltrazione o la rottura di qualche tegola, che occorre immediatamente sostituire. Le grondaie, causa la terra trascinata dalle piogge o dal vento, lo sbriciolamento naturale dei coppi, la paglia che possono aver portato gli uccelli nei loro nidi, possono essere del tutto o parzialmente otturate: potrebbe essere un pericolo grave, quindi bisogna salire sul tetto e verificare tutto.

Prima di avviare i vari impianti di riscaldamento è necessario (in certi Paesi addirittura obbligatorio per legge) fare un’attenta revisione generale sia delle caldaie che del bruciatore: ripulire le stufe, scopazzare i caminetti, nettare i tubi, controllare le canne fumarie (potrebbero essere ostruite dal nido di qualche uccello, o peggio dai giganteschi nidi di calabroni: si combattono con la fiamma, ma è meglio chiamare i pompieri, l’intervento è gratuito).

Si dovrebbe già aver pensato al combustibile: se metano non c’è problema: ma se il vostro impianto va gasolio o a nafta è bene far scorta. La legna per stufe e camini dovrebbe essere già pronta, ben secca, tagliata e ammucchiuata al riparo, in un posto dove sia comodo andarla a prendere anche in caso di pioggia o neve. Non dimenticare le fascine di legna piccola per accenedere il fuoco. Dal contadino ci siamo fatti dare un sacco di tutoli (l’anima del mais) che immersi per qualche minuto nel petrolio assicurano una lunga e non pericolosa combustione più che sufficiente per bene accendere anche la legna più umida. E’ probabile che alle prime accensioni la stufa o il caminetto fumino molto: in genere è dovuto all’umidità che si è condensata lungo i tubi e la canna fumaria, per combatterla la fiamma deve essere viva.

Sempre per prevenire i , chi ha la piscina deve provvedere a pulirla un’ultima volta, a introdurvi i prodotti invernali, eventualmente a coprirla, senza dimenticare di mettere nella vasca e nello skimmer un po’ di polistirolo espanso che impedirà al gelo di spaccare le pareti.

Per gli eventuali pesci rossi nella vasca all’aperto non c’è nessun pericolo se la vasca è grande e resistente al gelo: è sufficiente mettere nell’acqua una piccola fascina, che farà da ammortizzatore contro i danni da gelo. Se durante il tardo autunno o l’inverno lo strato di ghiaccio dovesse assumere spessore preoccupante, mai romperlo con un martello o comunque con dei colpi, pena la vita dei poveri pesci: suggeriscono di appoggiare sulla superficie ghiacciata una pentola piena di acqua bollente e lasciarvela finchè il ghiaccio non è sciolto.

Per le piante acquatiche, ninfee, giacinti d’acqua, papiri eccetera, la stagione all’aperto è invece alla fine con l’autunno. Occorre portarli in locali in cui la temperatura non scenda sotto i 10 gradi almeno. Le ninfee possono essere tolte completamente dall’acqua e interrate (a primavera rispunteranno). I giacinti d’acqua chiedono invece ancora una vasca in cui la temperatura dell’acqua non scenda al di sotto dei 15-18 gradi; i papiri che hanno passato la bella stagione all’aperto possono essere portati in casa e messi in piena terra, se erano immersi nell’acqua. Non dimenticare che chiedono comunque sempre una buona esposizione alla luce e acqua abbondante.

Dal freddo vanno protetti anche vino, olio, frutta e verdure raccolte. Il vino non soffre il freddo fino a 2 o 3 gradi sotto lo zero, la temperatura ideale di una cantina dovrebbe essere al minimo di 6-7 gradi. Soffre invece l’olio, che deve essere conservato se possibile a non meno di 7-10 gradi. I cachi, che possono essere raccolti anche tardi quando c’è già gelo, devono essere conservati per la maturazione in un posto riparato, fresco e ben staccati l’uno dall’altro appoggiati sulla parte che era attaccata al ramo. Le nespole nostrane invece vanno raccolte in ottobre e messe tra la paglia per ammezzire: saranno mangiabili soltanto quando sono ben morbide: con il tempo e la paglia maturano anche le nespole, dice il proverbio. I kiwi vanno pure raccolti a ottobre-novembre: si conservano al fresco e per farli maturare rapidamente è sufficiente metterli in un sacchetto di plastica assieme ad alcune mele. Tutti questi frutti, in ogni caso (come del resto le mele, le cotogne e le pere) vanno tenuti a una temperatura non inferiore a 3-4 gradi. Stessa precauzione per le patate.

Grazie per l’attenzione, ci risentiamo al prossimo rimedio della Nonna, continuate a seguirci!

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