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Proverbi su soldi e guadagno

 

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La società contadina era abituata al lavoro duro che spesso provvedeva al magro sostentamento delle famiglie, sempre numerose. La ricchezza era cosa da favole o al massimo possibilità di pochi eletti sulla terra, che l’avevano per questioni di sangue o, a volte, per una scaltrezza nel fare guadagni che, per la mentalità comune, non poteva che essere mista a una buona dose di furbizia e di disonestà. Soprattutto le ricchezze guadagnate al gioco erano viste come beni del peccato, proprio perchè non sudate col lavoro quotidiano. Spesso inoltre si assisteva, come accade purtroppo ancora ai giorni nostri, a rovine di interi patrimoni a causa del vizio del gioco.

Chi gioca senza malizia va a casa senza soldi. Cioè il giocatore esperto non gioca senza inganni e furbizie mentre quello inesperto rischia di perdere i soldi giocati.

Chi gioca per bisogno perde per necessità. Cioè chi si mette a giocare improvvisando, magari spinto dalla necessità di soldi facili, perde sicuramente tutto.

Danaro di gioco non trova luogo. Cioè i soldi mal guadagnati non forniscono risparmio ma si consumano presto.

Chi è fortunato al gioco è sfortunato in amore. Per una sorta di compensazione della sorte.

Avere il culo sul velluto / sul burro. Sta ad indicare l’agiatezza.

Beato chi ne ha. Ovvero beato chi può godersi la propria ricchezza.

Farebbe soldi sulla pelle di un pidocchio. Vale a dire un opportunista, un affarista senza ritegno.

Avere il crampo alle mani. Cioè avere sempre qualche scusa per non pagare.

Ogni pedata nel culo è un passo avanti. Cioè anche nella vita le sventure aiutano ad andare avanti.

Per non fare figura stramba, fa il passo adatto alla gamba. Invito a non buttarsi in operazioni finanziarie troppo difficili da sostenere e di risultato incerto.

Se il danaro va innanzi, tutte le vie sono aperte. Altra versione di Il denaro è la chiave che apre tutte le porte. Proverbio nato molto tempo prima di Tangentopoli.

Danari fatti senza stento, se ne vanno come il vento. O anche La roba mal guadagnà come la vien la va, monito a quei guadagni facili che come si sono ottenuti, così spariscono.

Chi non ha danari in borsa, abbia miele in bocca. Le buone maniere, ma anche le parole melliflue servono a stemperare il risentimento nei confronti di chi non ha molte possibilità economiche.

I debiti e i consigli nascono come i conigli. Cioè ce ne sono sempre molti e spesso si moltiplicano facilmente.

Poca roba, meno pensieri. Chi non possiede molto, non deve pensare a come proteggere o far fruttare i propri averi.

Chi più spende meno spende. Le spese fatte in qualità sono spese che non devono essere ripetute una seconda volta.

Chi non ha debiti è ricco. Nella società contadina avere un debito era una vergogna tale da togliere il sonno. Perciò non avere debiti era preferibile all’essere ricco ma aver magari dovuto andare in prestito.

Pagare e morire, più tardi che si può. Ma anche A pagare fatti pregare, che può nascere l’accidente che si paghi con un niente. Cioè il pagare deve sempre essere posticipato e contrattato.

L’uomo bisognoso non deve essere vergognoso. Cioè chi è in miseria non deve vergognarsi di chiedere aiuto o elemosina.

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